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Catacombe
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top
Le mwcqcatacombe sono dei mwcgcimiteri antichi. Sono solitamente scavate in rocce facilmente lavorabili e possono avere anche più livelli, con profondità che arrivano fino a 30 metri.

La parola deriva dal mwdalatino mwdqcatacumba, ma l'etimologia è incerta: si pensa derivi dalla locuzione mwdggreca mwdwκατά κυμβής (mweakatá kymbḗs) o mweqκατά κύμβας (mwegkatá kýmbas), direttamente o attraverso la voce latina mwewcumba, espressione traducibile come 'presso' o 'sotto la cavità'.cite-ref-cita-testini-1-0[1]cite-ref-cita-treccani-2-0[2]cite-ref-cita-etimologico-3-0[3]cite-ref-cita-zingarelli-4-0[4]

Le più celebri sono quelle mwjqcristiane, anche se ne esistono esempi legati ad altre religioni: ne esistono anche di mwjgfenicie e mwjwpagane; già gli etruschi e gli mwkaebrei usavano mwkqseppellire i loro morti in camere sotterranee. I cristiani ricrearono tale pratica di inumazione, abbandonando, per la fede nella mwkgresurrezione dei corpi, l'uso della mwkwcremazione pagana.

All'inizio si mantennero principalmente le usanze funerarie pagane, come è provato dal cimitero precristiano dell'mwlqantica Anzio. Il sepolcro si trova quasi sempre all'esterno della città, poiché le mwlgLeggi delle XII tavole prescrivevano che mwlwhominem mortuum in urbe neve sepelito neve urito ("Non si seppellisca né si cremi nessun cadavere in città").cite-ref-5[5] Ma i mwnacimiteri (il cui termine deriva dal mwnqgreco mwngmwnwκοιμητήριον [mwoakoimētérion], quindi dal verbo mwoqmwogκοιμάω [mwowkoimáō], ossia "dormire", "riposare", oppure dal mwpalatino mwpqaccubitorium, dal verbo mwpgaccumbere per "giacere") per i cristiani sono luoghi dell'attesa della resurrezione.

Il mwqanome "mwqqlocus ad catacumbas" era una località situata in un avvallamento presso la mwqgvia Appia; gli studiosi non sono però concordi sul luogo che questo termine latino indicava. Secondo alcuni usava indicare una depressione posta di fronte al mwqwCirco di Massenzio, fra le due colline dove oggi si trovano le mwracatacombe di San Callisto e il mwrqmausoleo di Cecilia Metella, e passò poi a indicare il cimitero stesso;cite-ref-cita-testini-1-1[1] secondo altri l'avvallamento era quello dove oggi si trovano le mwsgcatacombe di San Sebastiano.cite-ref-cita-treccani-2-1[2]cite-ref-cita-etimologico-3-1[3]cite-ref-cita-zingarelli-4-1[4]; in ogni caso la distanza tra le due localizzazioni è, al massimo, di un centinaio di metri.

Contents

Fonti
Italia
Europa
Note

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Cimiteri

Descrizione generale

Le catacombe sono poste sempre al di fuori della città, in quanto la sepoltura urbana era vietata dalla legge romana per motivi mwwwreligiosi e di mwxaigiene. I terreni sulle quali erano costruite appartenevano a privati o a collegi funerari. Sono generalmente costituite da lunghe gallerie strette e basse dette mwxgambulacri, dai sette a trenta metri sotto la superficie, di circa mwxw2,5 m di altezza e di larghezza e intercomunicanti ai vari livelli tramite ripidi scalini.

Nelle pareti degli mwyqambulacri sono scavate le mwygtombe, dette mwywloculi che avevano un'altezza di 40–60mwza cm ed una lunghezza variabile dai 120 ai 150mwzq cm; questi ultimi erano vere e proprie camere di pietra che accoglievano i corpi avvolti in lenzuoli di lino oppure posti in mwzgsarcofagi di pietra. Gli ambulacri potevano essere intervallati, oltre che con i loculi più comuni, anche con i mwzwcubicoli, piccoli ambienti destinati ad ospitare le tombe di una famiglia o associazione, e con le mwaacripte, contenenti solitamente la tomba di un martire; inoltre si possono trovare anche tombe sormontate da un arco, dette mwaqarcosoli e destinate ai nobili, ai mwagmartiri e ai mwawPapi.

La luce e l'aria filtravano attraverso dei mwcgpozzi verticali quadrati, chiamati mwcwlucernari. La tomba veniva successivamente chiusa ponendo della mwdamalta e una lastra di mwdqmarmo o delle tegole di mwdgterracotta, sulle quali veniva inciso spesso il nome del defunto, l'età e la data di morte; spesso a tali informazioni veniva aggiunta un'epigrafe religiosa o simbolica. Lo studio di tali mwdwepigrafi riveste un'importanza capitale.

Sopra terra

I primi cristiani si seppellivano comunemente nei cimiteri pagani, anche se questi non sono totalmente identificabili fino alla prima metà del mwegII secolo. Il cimitero sopra terra, o mwewsubdiale, occupava un'area ben definita e recintata: questa poteva avere diversi nomi, fra i quali mwfaarea, mwfqarea christianorum, o mwfgmwfwτóπος (mwgatopos) in modo generico. Altre volte, se la zona era coltivata a giardino, era definita come mwgqhortus, mwggagellus, mwgwmwhaκῆπος (mwhqkêpos); il mwhgcepotaphium (mwhwmwiaκῆπος + mwiqταφή [mwigtaphé], mwiwtomba) era invece l'orto che circondava il monumento funerario, indicando poi tutto il resto della costruzione. Solitamente vi era un unico custode e mwjafossore, per un'area indubbiamente modesta. Di regola i corpi erano orientati, particolarmente ad mwjqest. Il mwjgsarcofago era una tomba più lussuosa e conservativa, e poteva essere realizzato in mwjwpietra, in mwkamarmo, in mwkqterracotta, e raramente in mwkgpiombo, meno comune. Molto diffuso invece, di origini mwkwpuniche, era un sepolcro realizzato con delle mwlaanfore. Per utilizzare lo spazio nella maniera migliore si costruivano anche tombe a pozzo chiamate mwlqforma. Le tombe più semplici potevano dunque essere il sarcofago, che costituiva la forma più evoluta, oppure un monolito a foggia di sarcofago, con un manufatto protettivo, mwlga cappuccina se in muratura, oppure mwlwa mensa, con una lastra piana semicircolare.

Sotto terra

In epoca apostolica le necropoli dei cristiani si distinsero per l'uso dell'inumazione e per alcuni simboli caratteristici, mentre in età post-apostolica le comunità crebbero e grazie ai patrizi si organizzarono pubblicamente. In seguito, per poter far fronte anche ad un diffuso problema di spazio, si passò dalla sepoltura subdiale a quella sotterranea considerando che la vera e propria attività d'aggregazione avveniva nel mwmgtitulus, una sorta di area parrocchiale o nella mwmwdomus ecclesiae la casa dellmwna'mwnqassemblea, messa spesso a disposizione da famiglie abbienti.

Inizialmente si utilizzarono cave abbandonate, differenziate da mwnwtufo granulare (le cui catacombe si caratterizzano per il tracciato irregolare e le gallerie larghe) o solido (con gallerie strette, più regolari e verticali). Il primo elemento di ogni catacomba è sempre una scala d'accesso (detta mwoascala, mwoqdescensus, o altre volte mwogcatabaticum), saltuarialmente affiancate da altre strutture per l'accesso dei pellegrini, come lmwow'mwpaintroitus ad martyres dal mwpqIV secolo. Le gallerie furono chiamate mwpgcryptae, indicando poi con lo stesso termine tutto il complesso sotterraneo; col termine mwpwcubiculum si definivano invece le camere sia sotterranee che subdiali. Le mwqapila erano dei gruppi di defunti disposti in ordine verticale; fra le pila solitamente si seppellivano i bambini.

Due erano i tipi regolari di sepolcro: il loculo, una cavità rettangolare con il lato lungo a vista, e la mwqgtomba a forno (detta anche "a grotticella"), con il lato corto a vista. Ma più nobile era la tomba mwqwa mensa, con una nicchia arcuata detta mwraarcosolium. L'illuminazione era assicurata da mwrqlucerne ad olio e dai lucernari, detti mwrgluminaria.

La toponomastica cimiteriale è caratterizzata generalmente dalle denominazioni di persone (come quelle di Priscilla o di Pretestato), da origini topografiche (mwsaad duas lauros), da nomi di mwsqsanti (mwsgsant'Agnese, mwswsan Pancrazio), oppure dall'anonimato o da nomi moderni (Santa Croce).

Tombe dei martiri

Per mwuwmwvamartyr (mwvqmwvgμάρτυρ [mwvwmartyr] o anche mwwamwwqμάρτυς [mwwgmartys] in mwwwgreco significa "testimone") s'intendeva colui che aveva reso testimonianza di mwxaCristo fino al sacrificio della vita. Coloro che tuttavia confessarono la propria fede, ma si salvarono, furono chiamati mwxqconfessor (mwxgmwxwὁμολογητής, mwyahomologhetés). Inoltre si affermarono anche gli asceti, coloro che con virtù eroiche supplirono al martirio. Sono cinque gli elementi principali che identificano la tomba di un martire: la presenza di una cappella o basilica; un'iscrizione mwyqin situ o su un monumento; dei graffiti sull'intonaco, a testimonianza del fervore dei fedeli; la presenza di un altare consacrato; alcune pitture, scale aperte per i visitatori, lucernari. Un sepolcro si riconosce come quello di un martire solamente constatando l'evidenza di tracce antiche di una sicura venerazione.

La cura del sepolcro s'intendeva con l'arricchimento di doni e mantenendone l'integrità (si permettevano reliquie mwywex contactu); in Oriente invece molti corpi vennero traslati, soprattutto a mwzaCostantinopoli. A mwzqRoma non si può parlare di traslazioni prima di mwzgpapa Onorio I (mwzw625-mw0a638), e di veri e propri movimenti con mw0qTeodoro I (mw0g642-mw0w649): nacquero così celebrazioni liturgiche e chiese dedicate agli stessi santi. Il culto cominciava con il giorno della morte, il mw1adies natalis, o mw1qmw1gἡμέρα γενέθλιος (mw1wheméra ghenéthlios), deponendone le spoglie in una semplice tomba, poi man mano arricchita con nuovi doni, con grandi lavori dopo la mw2apace di Costantino.

Organizzazione dei cimiteri

I mw2wfossores (o fossori) vengono così definiti per la prima volta nel mw3a303; questi erano tenuti non solamente a seppellire i morti, ma anche a scavare le gallerie, gli ambienti e le tombe, nonché a decorarne le sepolture. Si suppone infatti che esistesse un corpo di operai specializzati. Gli attrezzi erano vari (di cui si conoscono diversi tipi, dalla raffigurazione nella figura di Diogene, nel cimitero di Domitilla): lampada, mw3qdolabra fossoria (piccone a due becchi di taglio e di punta), ascia, mazzuolo (martello per scalpello), scalpello, compasso, pala, groma (goniometro a traguardo). Inizialmente i fossori erano assimilati agli mw3gmw3wostiari, custodi dei titoli e dei cimiteri: nel mw4aIV secolo, acquisendo sempre più importanza, si ritrovano ad un grado ecclesiastico superiore agli stessi ostiari. Questi vivevano di donazioni, ma in seguito seppero approfittare della propria posizione, ottenendo lauti guadagni scambiando privilegi. Dal pontificato di mw4qSisto III (mw4g432-mw4w440) non si ha più notizia di compravendite di sepolcri, e probabilmente il clero riassume la responsabilità dell'amministrazione cimiteriale.

Primo provvedimento sull'organizzazione dei cimiteri fu di mw5qpapa Zefirino, che alla fine del mw5gII secolo nomina mw5wCallisto tutore del cimitero della via Appia. Nel mw6a240 mw6qpapa Fabiano "mw6gregiones divisit diaconibus et multas fabricas per coemeteria fieri iussit" («divise le regioni tra i mw6wdiaconi ed ordinò che venissero allestiti molti cantieri per la costruzione dei cimiteri»); dalla fine del mw7aIV secolo vi furono diverse ripartizioni: i mw7qpraepositi, per le mw7gbasiliche cimiteriali, i mw7wmansionarii, custodi delle basiliche minori, i mw8acubicularii, per i sepolcri dei martiri. Con mw8qpapa Damaso I (mw8g366-mw8w384) comincia un'epoca d'oro per i mw9acimiteri cristiani di Roma, con lavori ed abbellimenti nelle cripte dei martiri. Dal mw9q394, con l'affermazione definitiva del mw9gCristianesimo con mw9wTeodosio I, la sepoltura sotterranea comincia ad essere tralasciata: si preferisce la sepoltura subdiale, meno dispendiosa. Inoltre le mw-ainvasioni barbariche (il 24 agosto mw-q410 mw-gAlarico entra a mw-wRoma) foriere di morte e distruzione, portarono a diverse traslazioni dei corpi dei martiri. Quando dal mw-aIX secolo fu permessa la sepoltura mw-qintra urbem, l'abbandono fu compiuto.

Studi archeologici

I primi studi sulle catacombe cristiane iniziano con mwaquPomponio Leto, con la fondazione dell'Accademia Romana degli Antiquari nel mwaqyXV secolo, con scopi relativamente poco scientifici. Andrea Fulvio dedica due libri ai cimiteri cristiani nelle mwaqcAntiquitates Urbis del mwaqg1527, che ispirano Onofrio Panvinio a scrivere un piccolo trattato sulle antichità cristiane.

Il 31 maggio mwaqo1578 viene scoperto casualmente a mwaqsRoma il Cimitero dei Giordani, e rinasce l'interesse per la materia. Ad opera di Ciacconio, pseudonimo di mwaqwAlfonso Chacón, e Filippo de Winghe vengono copiate tutte le iscrizioni e le pitture dei monumenti durante il mwaq0XVI secolo. Nel mwaq41588 Pompeo Ugonio scrive una mwaq8Historia delle stationi di Roma che si celebrano la Quadragesimacite-ref-6[6], con diverse notizie sulle chiese e sullo stato dei monumenti dell'epoca; la scienza delle antichità cristiane si sviluppa con l'opera di mwarqCesare Baronio (mwaru1538-mwary1607), con i suoi dodici libri degli mwarcAnnales ecclesiastici ed il mwargMartyrologium Romanum ("mwarkmwaroMartirologio Romano"), e la mwarsRoma sotterranea di mwar0Antonio Bosio (mwar41575-mwar81629)cite-ref-7[7].

Ma il primo vero rinnovamento comincia con padre mwasuGiuseppe Marchi (mwasy1795-mwasc1860) con il suo mwasgMonumenti delle arti cristiane primitive, inaugurando molti criteri nuovi e scientificamente rigorosi: inoltre fu maestro di mwaskGiovanni Battista de Rossi (mwaso1822-mwass1894), grande mwaswarcheologo cristiano che realizzò la nuova mwas0Roma sotterranea cristiana fra il mwas41864 ed il mwas81877, istituendo poi il mwataInscriptiones christianes urbis Romae VII saeculo antiquiores (mwate1861) ed il mwatiBullettino di Archeologia Cristiana dal mwatm1863. Fra i grandi del secolo scorso, si ricorda mwatqJoseph Wilpert, con le sue pubblicazioni su pitture e mosaici.

Iconografia

Diverse sono le immagini rappresentate nei cimiteri; la decorazione delle catacombe, in genere ad affresco, presenta soggetti, tecniche e stili derivati dall'arte pagana, spesso reinterpretata secondo le nuove credenze. Ne sono un esempio il mito di mwat4Orfeo, mentre ammansisce le fiere, oppure mwat8Mercurio crioforo (trasformato dalla tradizione cristiana nel buon pastore). Mentre all'inizio si faceva uso in chiave decorativa o simbolica di soggetti come pesci, uccelli, rami di olivo, figure umane come ad esempio l'orante, successivamente a queste si aggiunsero scene tratte dall'Antico e Nuovo testamento.

Vi si trovano insomma rappresentati episodi salvifici desunti dalla tradizione biblica: mwaueNoè e il mwauiDiluvio universale (dalla mwaumGenesi); episodi della vita di mwauqDaniele, come mwauuNabucodonosor II e i tre fanciulli tra le fiamme, Daniele nella fossa dei leoni, mwauySusanna e i vecchioni (dal mwaucLibro di Daniele); episodi della vita di mwaugGiona, Giona gettato dai pescatori, inghiottito da un mostro marino, disteso sotto un albero (dal mwaukLibro di Giona); mwauoMosè che fa scaturire l'acqua da una roccia (dal mwausLibro dell'Esodo e dai mwauwNumeri); la resurrezione di mwau0Lazzaro (dal mwau4Vangelo di Giovanni).

Ma anche elementi tipici come il mwavaBuon Pastore, il mwavepavone,cite-ref-8[8] la mwavyfenice,cite-ref-9[9] il filosofo (come mwavsvir sanctus che conosce i mezzi e gli strumenti per accedere nell'mwavwaldilà), che a volte è accompagnato da una virga, in funzione di taumaturgo.

Epigrafia

Un'iscrizione si dice mwav8cristiana quando porta un segno evidente di mwawaCristianesimo anteriore al mwaweV secolo, assumendo caratteri inconfondibili e specifici (quali caratteri di scrittura, riferimenti alla mwawiresurrezione dopo la morte, citazioni ed immagini bibliche, ed altro). Il materiale utilizzato era in gran parte mwawmmarmo (per lo più mwawqbianco, ma anche mwawugranito bigio, pavonazzetto, mwawyalabastro, palombino e altri marmi colorati), con spessore vario in base alla natura: solitamente per le mwawcforme, dovendo reggere il peso delle persone, si utilizzavano pezzi particolarmente spessi. Inoltre venivano impiegati materiali quali la mwawgpietra (soprattutto per i cimiteri all'aperto), mwawkmosaici (perlopiù in mwawoAfrica, ma anche ad mwawsAquileia), tegole (a mwawwRoma ed in mwaw0Africa), le mwaw4tablai cioè tavolette lignee con iscrizioni variopinte (per i sepolcri copti), nonché oggetti in mwaw8avorio, mwaxabronzo ed mwaxeoro. Solitamente era un artigiano specializzato, il lapicida, ad operare sul materiale: tuttavia in moltissimi casi non possedeva una cultura sufficiente per scrivere in lingua corretta, e diffusamente si riscontrano alterazioni fonetiche e morfologiche proprie del mwaxivernacolo (ad esempio: mwaxmmwaxqe per mwaxumwaxyae, mwaxcmwaxgb per mwaxkmwaxov, mwaxsmwaxwm e mwax0mwax4n soppresse, mwax8mwayas per mwayemwayix, tutti elementi tipici della lingua mwaymvolgaris o κοινή διάλεκτος [mwayqkoiné diàlektos]); sono presenti anche omissioni di lettere o sillabe (mwayuhaplographia), e altre volte delle aggiunte realizzate dall'artista per ovviare ad un errore; succede anche che la lastra venga riutilizzata ("epigrafe mwayyopistografa", ovvero scritta sulle due facce opposte). Altro genere epigrafico si considerano i graffiti, prodotti dai visitatori sull'intonaco delle pareti presso i sepolcri venerati.

I caratteri vengono classificati in base all'aspetto individuale e generico, in tre diversi generi: mwaygcapitale (classificata in quadrata, lapidaria e monumentale, per il modulo quadrato in cui si può iscrivere la lettera, divisa poi in priscilliana, istriana e filocaliana, e actuaria, più inclinata verso destra ed utilizzata nei documenti ufficiali, distinta in elegante e rustica), mwaykmwayoonciale (tondeggiante, usata per tavolette cerate, pergamene e papiri), e mwayscorsiva (degenerazione della capitale, attestata in antica e recente). Le abbreviazioni si crearono per guadagnare spazio e tempo: si hanno per mwaywsospensione, trascrivendo le prime lettere della parola (con una sbarra trasversale), o per mway0contrazione, cioè sopprimendo alcune lettere. Esistono anche degli abbreviamenti di contatto o assimilazione di elementi, detti mway4nessi, da cui poi deriva il monogramma, distinto dai primi per l'intreccio e la disposizione metrica delle lettere; ne esiste una composizione semplice, con le lettere attorno o dentro alle lettere fondamentali; un secondo tipo, con le lettere intrecciate come nelle sigle; una forma molto comune, quella del monogramma di Cristo con le sue varianti (monogramma col solo nome di mway8Cristo: monogramma costantiniano o eusebiano o mwazachrismon, croce monogrammatica; monogramma coi due nomi; monogramma col solo nome di mwazeGesù). Inoltre altra forma di abbreviazione utilizzata era la psefia, ossia un crittogramma che attraverso i numeri esprimeva lo stesso concetto della parola; se due parole hanno identico valore numerico sono dette mwaziisopsefiche. La punteggiatura nacque per distinguere le parole troppo vicine, già dall'epigrafia pagana: punto tondo, triangolare e quadrato, foglia d'edera (cosiddetta mwazmhedera distinguens), palmetta, crocetta, piccola freccia, lettera dell'alfabeto. Molto rari sono i casi di accenti, sulle vocali lunghe (mwazqapex) e sulle consonanti per indicare raddoppiamento (mwazusicilicus). Molte iscrizione inoltre si confondevano per l'uso di scrivere latino in lettere greche e viceversa.

Iscrizioni funerarie in prosa

Un'iscrizione è la risultante di due o più nuclei concettuali; ogni espressione epigrafica si dice mwazgformula, ossia un concetto dichiarato in una particolare maniera con carattere stilistico, foriero di un'indicazione cronologica. Come i Romani, anche i Cristiani utilizzavano i cosiddetti mwazktria nomina (mwazomwazspraenomen, nomen, cognomen) ma molti sono anche i casi di nomi unici; non è attestata un'onomastica tipicamente cristiana fino al mwazwIV secolo, tanto che sono riportati nomi di origine pagana fino in epoca tarda. Nomi cristiani sorsero con l'usanza di mwaz0battezzare i fanciulli con nomi di adozione, a volte mediati con quelli originari attraverso un nesso.

Fondamentale era anche l'indicazione degli anni vissuti, a volte completata dal numero di mesi e giorni, e a volte (per i bambini) di frazioni di ore, a volte invece approssimata con la formula mwaz8plus minus, siglata in mwaaaP.M. o altre formule, altre volte ancora accompagnata dall'anno di nascita, di matrimonio o di vedovanza. Ricorrono anche titoli di merito (come mwaaemartyr e mwaaiconfessor), altri liturgici, onorifici o cultuali (mwaamsanctus e mwaaqbeatus). Le indicazioni di morte possono essere o formule di passaggio o d'introduzione. Il primo, un elemento naturalmente cristiano, vede il mwaaudies natalis nella data di morte, non nel giorno della nascita terrena; inoltre si preferisce l'utilizzo di un formulario che esprima il senso di riposo della tomba.

Nel secondo è vivo il senso di mwaacdepositio ("in pace"), ossia di custodia temporanea, con cui si indica particolarmente il giorno di morte e semmai i giorni trascorsi per la sepoltura. Il calendario utilizzato era solitamente quello comune romano, il mwaagcalendario giuliano; nei casi delle epigrafi cristiane in mwaakgreco, a volte si faceva uso di computi cronologici locali, come il calendario macedone o il copto; altri ancora segnavano il nome dei giorni in base alla menzione del mwaaoNatale o della mwaasPasqua, o di particolari notazioni astronomiche. I modi di numerazione erano le mwaawcifre romane per i latini e le lettere dell'mwaa0alfabeto greco per gli orientali, con le dovute eccezioni (mwaa4mwaa8IIII al posto di mwabamwabeIV, l'episema al posto del mwabimwabmVI); alcune volte i giorni venivano conteggiati senza essere trasformati in mesi, e viceversa.

Le datazioni, minime rispetto al patrimonio epigrafico, avvenivano citando i consoli e gli imperatori (sistema più diffuso, di facile interpretazione fino al mwabu306, poi dal mwaby541 si nomina il solo imperatore) oppure secondo una cronologia regionale (in ere, come l'ispanica, la mauritana, o con lmwabc'mwabgindictio, ciclo di quindici anni numerati progressivamente dal mwabk297 per opera di mwaboDiocleziano). Altre volte venivano citati gli anni di regno di un monarca locale, oppure del vescovo o di un pontefice.

Formule particolari

Fra le formule epigrafiche particolari si ricordano: le mwacuacclamazioni, che perdono il senso lugubre pagano e si trasformano in augurio; gli mwacyauguri di pace, non solamente riferiti al sepolcro (mwaccdomus aeternalis), ma anche dedicati alla felicità celeste; il mwacgrefrigerium (mwackἀνάψυξις, mwacoanàpsyxis), ossia l'augurio di partecipazione al convito celeste, simboleggiato da una mwacscolomba nell'atto di suggere; le mwacwacclamazioni di vita in Cristo, auspicio di soggiorno dell'anima in mwac0Cristo; le formule desunte dal formulario pagano, quali forme di addio e pensiero che nessuno è immortale; le mwac4orazioni, come invocazioni dell'intercessione o dell'intervento; le mwac8preghiere per il defunto, molto simili alle acclamazioni; le mwadainvocazioni dei viventi al defunto, affinché interceda per loro, generalmente brevi composizioni; le mwadepreghiere del defunto ai viventi e al Signore, che attestano la continuità della vita terrena in quella celeste; mwadidai viventi a proprio vantaggio, di cui molti sono graffiti lasciati dai pellegrini; mwadmsacramenti; mwadqmwadubattesimo e mwadycresima, poiché riti d'iniziazione, espressioni piuttosto velate (mwadcmwadgdisciplina arcani).

La più celebre è certamente il mwadomwadsCippo di Abercio, dal nome dell'mwadwomonimo vescovo di mwad0Ierapoli, in mwad4Frigia, già noto dall'agiografo bizantino Metafraste, e che si considerava vissuto sotto mwad8Marco Aurelio (mwaea161-mwaee180) e sarebbe stato l'evangelizzatore dell'mwaeiAsia Minore, e tornato a Geropoli avrebbe scritto un epitaffio a ricordo del suo apostolato. Nel mwaem1882 l'archeologo mwaeqWilliam Ramsay scopre in mwaeuAsia Minore l'iscrizione di un tale Alessandro del mwaey216, i cui primi tre versi erano copia dell'iscrizione di Abercio. Continuando le ricerche, presso le terme di Geropoli si ritrovarono l'anno successivo due frammenti del cippo di Abercio, poi donati a mwaecLeone XIII ed ora conservati al Museo Lateranense; il testo, già conosciuto tramite i codici, confermò la datazione aureliana e la missione apostolica narrata dalle cronache.

Epigrafia metrica

Dopo la mwaeopace della Chiesa aumentarono le iscrizioni a carattere non funerario, soprattutto grazie al concomitante sviluppo del culto dei martiri. Diffusa è la versificazione in mwaesacrostici, già comuni in epoca arcaica. Il metro impiegato solitamente era l'mwaewesametro o il mwae0distico elegiaco, e molto meno diffusi il mwae4senario e il mwae8saffico; a volte ne veniva utilizzato diversi nella stessa composizione. mwafaDamaso, pontefice (mwafe366-mwafi384) nato in mwafmSpagna ma formatosi a mwafqRoma, diede grande impulso al culto dei martiri, tanto da divenire patrono dell'mwafuarcheologia cristiana nel mwafy1926 con mwafcPio XI. Benché pesante nel metro, di facile ripetizione, imitazione insistente degli autori classici, fu tuttavia un grande comunicatore, che ha avuto anche il merito di non alterare le notizie storiche del suo tempo. Il suo calligrafo, mwafgFilocalo (già autore della mwafkDepositio Martyrum), creò l'omonimo carattere di struttura rettangolare e con aste di forte spessore alternate a sottili, con un sensibile gioco di chiaroscuro, con degli speciali apici ricurvi all'estremità di ciascuna asta: delle 77 iscrizioni damasiane, una ventina gli sono attribuite fra il mwafo370 ed il mwafs380 circa. Molti emularono il pontefice, che realizzarono elogi di santi, epitaffi ed iscrizioni.

Iscrizioni storiche

Si tratta di tutte quelle iscrizioni che riguardano la genesi e la storia dei monumenti, gli avvenimenti della mwaf4Chiesa, la liturgia, le reliquie, le donazioni, i voti, l'attività artistica e culturale della comunità. Di solito erano poste in luoghi accessibili al popolo, ma ci furono anche molte eccezioni. Il mwaf8marmo è il materiale più utilizzato, seguito anche da mwagacomposizioni musive; il formulario attinge dalla mwageBibbia, e soprattutto dai mwagiSalmi. Relativamente agli edifici sacri, le iscrizioni storiche riguardavano la fondazione e i lavori negli edifici di culto (contenenti il nome di chi ha voluto la costruzione, ne ha sostenuto le spese o ne è stato l'artefice), iscrizioni parenetiche (preghiere rivolte ai fedeli, a mwagmDio, a mwagqGesù, ai santi per invocare favore o protezione), iscrizioni esegetiche (per illustrare le rappresentazioni figurate, ottime per la decifrazione) e di consacrazione e dedicazione degli edifici sacri. Anche i sacramenti vengono affrontati, come anche i mwagudogmi, soprattutto sulla divina maternità di mwagyMaria e il mwagcprimato del pontefice romano. Come i mwaggRomani, si realizzano incisioni a ricordo di editti, donazioni e privilegi. Diffuse erano anche trascrizioni di versi biblici e salmi, nonché iscrizioni eortologiche hanno lasciato informazioni sulle deposizioni dei martiri e il loro mwagkdies natalis. Le iscrizioni di mwagoreliquie si trovano di norma sui reliquari o sull'altare, con informazioni precise sul culto del martire. Diffusissime erano anche le iscrizioni votive, per una donazione o lo scioglimento di un voto.

Iscrizioni su piccoli oggetti

Molti erano gli oggetti caratterizzati da scritte: anelli, gemme, sigilli, fibule, pettini, aghi, bicchieri, piatti, lampade, teche, recipienti per liquidi, lamelle, piastre, collari, encolpi, pettorali, amuleti, oggetti di vetro, mattoni, anfore, tegole.

Fonti

Le fonti principali sulle catacombe sono distinte in due classi: mwag8monumentali, cioè da testi diretti, e mwahaletterarie, ossia trascrizioni indirette. Fra le risorse più comuni si ricordano la mwaheBibbia, i mwahiVangeli canonici, gli mwahmAtti e le mwahqLettere degli Apostoli. Altre fonti importanti sono la "mwahumwahyDidaché" (mwahcmwahgΔιδαχὴ τῶν δώδεκα ἀποστόλων, mwahkDidaché tôn dōdeka apostòlon), una raccolta di prescrizioni di carattere morale, liturgico e disciplinare, e la cosiddetta "mwahomwahsTradizione apostolica" (mwahwmwah0Ἀποστολικὴ παράδοσις, mwah4Apostoliké paràdosis), una serie di regole per gli ordini ecclesiastici, l'mwah8eucaristia e il mwaiabattesimo.

Letterarie

Una serie di scritti aiutano a ricostruire la storia delle catacombe cristiane: i mwaikpadri apostolici, ossia coloro che ebbero rapporti con gli apostoli), di cui si ricordano mwaioClemente (mwaisLettera ai Corinti), mwaiwsant'Ignazio (mwai0Lettera ai Romani), mwai4san Policarpo (mwai8Lettera ai Filippesi). Si menzionano anche gli mwajaapologisti greci del mwajeII secolo: mwajisan Giustino, mwajmsant'Aristide, mwajqsant'Apollinare. Fondamentali anche gli scritti mwajuantieretici dello stesso secolo, fra cui mwajySant'Ireneo di Lione (mwajcAdversus haeres, sul mwajgprimato papale) e la mwajkLettera a Diogneto, testo sulle verità cristiane destinate ad un pagano. Inoltre vanno citati anche gli scrittori cristiani del mwajoIII e mwajsIV secolo: mwajwTertulliano (mwaj0Ad Nationes e mwaj4Apologeticum, sulle prime comunità cristiane), mwaj8Minucio Felice (mwakaOctavius, sui preconcetti verso la nuova religione), mwakesant'Ippolito di Roma, mwakiOrigene Adamantio, mwakmClemente Alessandrino, mwakqsan Cipriano di Cartagine (mwakuDe lapsis sui mwakylapsi, e mwakcDe ecclesiae unitate sulla Chiesa mwakgafricana), mwakkEusebio di Cesarea (mwakomwaksStoria Ecclesiastica, dieci libri andati perduti, e la mwakwVita Constantini), mwak0sant'Ambrogio (mwak4De mysteriis, mwak8De paenitentia, i mwalaDiscorsi e le mwaleLettere, con informazioni utili sulla vita dei martiri), mwalisan Girolamo, mwalmpapa Damaso I, e mwalqsant'Agostino.

Anche da molti scritti mwalyapocrifi si conoscono molte notizie sulla vita delle catacombe cristiane, come dai mwalcVangeli dell'Infanzia del Signore, gli mwalgActa Petri e gli mwalkActa Pauli, nonché in generale gli mwalomwalsAtti dei martiri (mwalwActa martyrum). Gli acta era gli atti giudiziari dei processi contro i mwal0martiri, di cui il mwal4Martyrium Policarpi è più antico, composto sotto forma di mwal8lettera, mentre lmwama'mwameActa martyrium Sillitanorum è il primo documento in mwamilatino. Altre informazioni giungono dalle mwammPassiones martyrum, racconti a volte fantasiosi sul culto dei martiri.

Monumentali

Fra le fonti monumentali si citano i mwaniCalendari, almanacchi con il mwanmdies natalis e la mwanqdepositio di ogni martire; il mwanumwanyCronografo del 354, ad oggi il più noto, è detto anche mwancFilocaliano dal compilatore mwangFurio Dionisio Filocalo, segretario di mwankpapa Damaso I, o mwanoBucheriano dal mwanspadre gesuita che lo pubblicò nel mwanwXVII secolo. Il Cronografo contiene anche la mwan0Depositio episcoporum, con l'elencazione dei papi dal mwan4254 al mwan8352, e la mwaoaDepositio martirym, con una lista di martiri dalla prima metà del mwaoeIII secolo.

Le prime citazioni delle parole "mwaomsanctus" e "mwaoqmartyr" si fa riferimento al mwaouMartyrologium Carthaginiense, mentre altre informazioni sulla vita dei santi e la loro sepoltura si ritrovano nei mwaoyCalendari di Napoli, dell'mwaoc847, quello mwaogdi Oxirinco, datato al mwaok535, e lmwaoo'mwaosIrlandese (mwaowIX secolo), con notazioni minori in quelli mwao0di Montecassino e mwao4di Spagna. I mwao8martirologi erano delle raccolte di dati sulla morte e sul luogo della deposizione dei martiri; il più antico è il mwapamwapeMartirologio siriaco, mentre il più rilevante è certamente il mwapimwapmMartyrologium Hieronymianum, da cui dipendono tutti i martirologi storici posteriori. Tuttavia, è il mwapqmwapuMartirologio Romano (mwapyMartyrologium Romanum), revisionato da mwapcCesare Baronio per mwapgGregorio XIII nel mwapk1582, l'elenco ufficiale dei martiri della mwapoChiesa cattolica.

Per conoscere la tradizione religiosa sono fonti eccellenti anche i mwapwmwap0sinassari, libri destinati alla liturgia quotidiana, con un santo per ogni giorno ed ogni chiesa. I mwap4menei erano degli elenchi agiografici mensili, corredati da canti sacri, mentre i mwap8mwaqamenologi trattavano la vita dei santi accompagnati da inni per le loro festività. I mwaqemwaqitypica erano altri elenchi di celebrazioni festive, ma relative alle festività nei santuari, di cui il più antico conosciuto è quello mwaqmdi San Saba. Altri scritti eccellenti sono i mwaqqmwaqusacramentari, cioè raccolte di iscrizioni mobili per la liturgia, i cataloghi di pontefici e vescovi, fra cui il fondamentale mwaqymwaqcLiber Pontificalis, con le biografie dei pontefici da mwaqgsan Pietro a mwaqkMartino V (mwaqo1431) scritte da mwaqspapa Damaso I o forse da un anonimo (le notizie dal pontificato di mwaqwAnastasio II sono confermate), ed il mwaq0Gesta Episcoporum Neapolitanorum, un altro catalogo dei pontefici romani fino a mwaq4Milziade e con tre liste di mwaq8vescovi locali. Gli mwaraitinerari erano vere e proprie guide per i pellegrini, con importanti notizie sulla storia ecclesiastica; si ricordano il mwaremwariDe locis sanctis martyrum quae sunt foris civitatis Romae, del mwarmVII secolo; la mwarqmwaruNotitia ecclesiarum urbis Romae, risalente alla seconda metà del mwaryVII secolo, con una trascrizione molto accurata, e che presenta un giro inverso rispetto al mwarcDe locis; infine lmwarg'mwarkmwaroItinerarium Burdigalense, del mwarsIV secolo, descrivente un viaggio da mwarwBordeaux (da cui il nome) a mwar0Gerusalemme, compreso il ritorno per mwar4Roma e mwar8Milano. Tra i cosiddetti mwasacataloghi vanno menzionati lmwase'mwasiIndex coemeteriorum vetus, del mwasmVII secolo circa, ed il mwasqNotula de olea ss. Martyrum qui Romae in corpore requiescunt, realizzato a mwasuMonza, sugli oli raccolti nei sepolcri dei martiri. Le mwasysillogi erano delle raccolte di iscrizioni cristiane, prima trascritte per devozione, poi per l'insegnamento della scrittura.

Riti e credenze

Dalla tradizione pagana risalgono moltissimi elementi, soprattutto di mwatasuperstizione, rimasero anche nella cultura cristiana: i mwateRomani usavano bagnare la terra con mwatilatte e mwatmvino, offrendo cibo, curando piccoli giardini, e decorando la tomba con mwatqaffreschi o intrecci di piante. I mwatuconfrequentantes si riunivano periodicamente (in occasione dei mwatyparentalia) sul luogo con banchetti (detto mwatcepula) e libagioni rituali. Il mwatgrefrigerium diveniva presso i Cristiani, mantenendo comunque il significato classico di sollievo mediante un pasto, sinonimo di riposo e pace: scopo precipuo dellmwatk'mwatomwatsagape è quello di giovare all'anima del defunto. In seguito alla mwatwpace della Chiesa il convitto finisce per snaturarsi. Diverse sono le superstizioni che si mantengono fra il popolo, benché cristianizzato: l'uso di bagnare la terra con mwat0vino, e poi quello di spargere odori ed mwat4oli, fiori (inizialmente malvisto perché segno di culto idolatrico, poi ammesso dal mwat8IV secolo), e costruire cattedre cimiteriali destinate alle anime dei defunti. A volte si trova l'invito a non trattenersi davanti al loculo, per timore di malocchi o cattivi auguri. Molto diffusi erano anche gli amuleti (chiodi, zoccoli, campanelli, lamine, invocazioni), poi tramutati in simboli cristiani: ciò spiega la continua presenza di simboli tipicamente cristiani anche dopo la pace costantiniana nel mwaua313.

Località

Roma e Lazio

La città di Roma è il luogo dove sono state concentrate maggiormente le catacombe cristiane (anche se vi sono due esempi di catacombe ebraiche). Anche se collocate all'esterno delle mwausmura cittadine, oggi gran parte di esse sono integrate nel nucleo urbano. La più importante e celebre è quella di mwauwSan Callisto, costruita da mwau0papa Callisto e ristrutturata da mwau4Damaso, dove sono conservate diverse tombe di papi e martiri, compresa quella di mwau8santa Cecilia. Si ricordano anche le mwavamwaveCatacombe dei Santi Marcellino e Pietro e quelle di mwaviSan Sebastiano, fra le più antiche: queste ultime sono quelle maggiormente in uso nel tempo, tanto che il primo livello è ormai scomparso a causa delle continue frequentazioni. Molto affascinanti sono le mwavmCatacombe di Priscilla, situate in gran parte sotto la zona di mwavqVilla Ada, presentano alcuni degli mwavuaffreschi cristiani più antichi, fra cui la prima rappresentazione dei mwavyRe Magi e dell'mwavcUltima Cena.

Numerosi cimiteri antichi cristiani esistono anche nel mwavkLazio, soprattutto nei dintorni di mwavoRoma. In diversi casi ospitarono tombe di mwavsmartiri, testimoniando una diffusione del mwavwCristianesimo in queste zone già in epoca precedente all'mwav0editto di Costantino del mwav4313. Sono spesso di dimensioni complessive inferiori, ma per la buona qualità del mwav8tufo in cui sono scavate possono presentare gallerie molto ampie, ma spesso ad andamento irregolare, in quanto scavate per brevi tratti successivi, a seconda delle necessità. I loculi, di forma irregolare, a volte sono chiusi da muretti in mattoni, poi mwawaintonacati all'esterno. La maggiore frequenza di cappelle familiari, a volte monumentalizzate con decorazioni intagliate nel tufo sembra suggerirne l'utilizzo da parte di ceti sociali superiori. Tra le circa cinquanta catacombe laziali conosciute, non tutte oggi accessibili, si ricordano quella di Santa Cristina a mwaweBolsena, di mwawiSanta Savinilla a mwawmNepi, di Santa Teodora a mwawqRignano Flaminio, di Santa Vittoria a mwawuMonteleone Sabino (detta mwawyTrebula Mutuesca), di Colle San Quirico a mwawcPaliano, mwawgad decimum sulla mwawkvia Latina a mwawoGrottaferrata, di Sant'Ilario mwawsad bivium presso mwawwValmontone, e di San Senatore ad mwaw0Albano Laziale.

Italia

Nell'mwaxqItalia settentrionale sono presenti diversi cimiteri sotterranei, anche se in gran parte devastati dalle invasioni successive. Fra le maggiori si ricordano quelle di mwaxuIulia Concordia (oggi mwaxyConcordia Sagittaria), scoperta nel mwaxc1876 e composta da più di duecento lapidi relative perlopiù a militari defunti. In mwaxgToscana a mwaxkChiusi, nella mwaxoValdichiana senese, sono state rinvenute due catacombe, una scoperta nel corso del XVII secolo (mwaxs1634) dedicata a mwaxwSanta Mustiola, l'altra scoperta casualmente nel corso del mwax01848 durante dei lavori nei campi, dedicata a mwax4Santa Caterina d'Alessandria. La mwax8catacomba di Santa Mustiola, che si fa risalire al III secolo, è articolata in una serie di gallerie che si affacciano su due arterie principali, con le pareti segnate da iscrizioni, simboli e segni. La mwayacatacomba di Santa Caterina d'Alessandria risale, invece, al II o al III secolo ed è composta da due ipogei pagani di più antica datazione, poi sfruttati dalle comunità paleocristiane, fino al IV secolo. Nella zona di Classe, nei pressi di mwayeRavenna, sono quattro gruppi cimiteriali: mwayiSan Severo, mwaymEleucadio, mwayqProbo e mwayuSant'Apollinare, tutte risalenti agli inizi del mwayyIII secolo. Altri esempi sono stati riscontrati ad mwaycAosta, identificata nel mwayg1939 e risalente probabilmente al mwaykV secolo, a mwayoFinale Ligure, con una basilica a tre absidi ed alcune tombe all'interno, ed un'altra sotto la mwaysChiesa di Santa Felicita a mwaywFirenze, sempre del mway0V secolo.

Nel resto d'Italia sono presenti altre catacombe molto celebri: numerose sono quelle napoletane, le più famose delle quali sono quelle mwazudi San Gennaro, mwazydi San Gaudioso, di Sant'Eufebio e di San Severo. Se le ultime due non mostrano grande rilevanza, la più importante e la più estesa è quella di San Gennaro, realizzata sulla collina di Capodimonte, con due piani sovrapposti ed un ipogeo del mwazcII secolo. In mwazgCampania se ne conoscono anche a mwazkTeano (catacomba di San Casto), anche se di epoca tarda, a mwazsCapua, a Calvi e a mwazwPrata di Principato Ultra (provincia di Avellino). In mwaz0Basilicata sono da menzionare le mwaz4catacombe ebraiche di Venosa, in provincia di Potenza, scoperte nel 1853 e considerate dall'ebraista Giancarlo Lacerenza come il "miglior spaccato della società ebraica meridionale tra tarda Antichità e alto Medioevo".cite-ref-10[10] In Puglia sono da menzionare le catacombe di Santa Sofia a mwa0mCanosa di Puglia. Inoltre in mwa0qCalabria è ormai accertata la presenza di una necropoli sottoterra nella cattedrale di mwa0uTropea, con numerose iscrizioni. Le catacombe mwa0ysiciliane sono abbastanza rilevanti, soprattutto a mwa0cSiracusa, seconde per estensione solamente a quelle mwa0gromane: le parti più antiche sono riconducibili al mwa0kIII secolo, con una vastissima serie di ipogei. Altri complessi si trovano a mwa0oTrapani, a mwa0sCastellammare del Golfo (Catacombe della mwa0wChiesa del Purgatorio), a mwa00Messina, a mwa04Palermo (mwa08Catacomba di Porta d'Ossuna, mwa1aCatacomba di Villagrazia di Carini) e ad mwa1eAgrigento (mwa1iCatacomba Fragapane). Le mwa1mcatacombe di Sant'Antioco in mwa1qSardegna furono ricavate scavando gallerie che misero in comunicazione ambienti di preesistenti tombe mwa1uipogeiche a camera di epoca mwa1ypunica: queste erano infatti isolate tra loro e destinate essenzialmente ad uso familiare, o comunque relative ad una ristretta cerchia, al contrario delle catacombe, che erano destinate all'intera comunità dei fedeli.

Europa

Vi sono molti esempi di catacombe nel continente mwa14europeo. A mwa18Malta sono presenti catacombe affini a quelle siciliane, anche se non così estese: si tratta perlopiù di ipogei, con alcuni elementi locali. A mwa2aColonia, in mwa2eGermania, si conoscono tre cimiteri sopra terra (mwa2iSan Severino, mwa2mSant'Orsola e mwa2qmwa2uSan Gereone), mentre quali quelle di mwa2yParigi in mwa2cFrancia, e di mwa2gTreviri in mwa2kGermania. Inoltre ne esistono anche in mwa2oSpagna, mwa2sGrecia, mwa2wAnatolia ed mwa20Africa settentrionale.

Ambientazioni

Le catacombe sono intese nell'immaginario collettivo come luoghi pieni di mistero e di fascino. Indubbiamente la posizione sotterranea di questi cimiteri e la tradizione che li vuole legati alla mwa3apersecuzione dei cristiani, oltre che al mistero dell'oltretomba, ha sempre costituito un'ottima mwa3elocation per film e racconti di ogni genere.

• Un esempio di tale fascinazione di origine mwa3qromantica lo si trova in musica, nel ciclo dei mwa3uQuadri di un'esposizione di mwa3yModest Petrovič Musorgskij. L'ottavo dei dieci brani del ciclo s'intitola mwa3cCatacumbae (sepulcrum Romanum) ed è ispirato però da un quadro di Viktor Hartmann ambientato nelle catacombe di mwa3gParigi: in esso l'autore filtra la propria ispirazione (simboleggiata dal mwa3kleitmotiv della mwa3oPromenade) in atmosfere lugubri e funeree.
• Parte delle avventure dei videogame di mwa3wLara Croft sono ambientate in alcune catacombe, e anche mwa30Indiana Jones nel film "mwa34mwa38Indiana Jones e l'ultima crociata" (mwa4a1989) a mwa4eVenezia si avventura in alcune catacombe di fantasia sottostanti la Chiesa di San Barnaba riadattata nella finzione cinematografica a biblioteca.
• Nel film "mwa4mmwa4qLa mandragola" (mwa4u1965), mwa4yTotò e Fra' Timoteo scendono in una catacomba, anche se questa scena non era stata aggiunta inizialmente nel film;
• In "mwa4gmwa4kMission: Impossible III" (mwa4o2006) i protagonisti giungono dentro il mwa4sVaticano passando attraverso alcuni antichi condotti sotterranei.
• Nel romanzo storico mwa40In territorio nemico, il protagonista Matteo Curti e il contrabbandiere Zumpata incontrano i propri contatti romani nelle catacombe dei santi Pietro e Marcellino.
• Fra i diversi mwa48fumetti che utilizzano come ambiente per particolari episodi le catacombe, si ricorda anche l'albo a fumetti di mwa5aMartin Mystère intitolato mwa5eCatacombe! (n. 135, giugno mwa5i1993) ed ambientato nelle mwa5mcatacombe di Roma.
• Il 7 luglio mwa5u2007 è stato distribuito nelle sale italiane il film mwa5ymwa5cCatacombs - Il mondo dei morti, ambientato nelle catacombe parigine.

Note

cite-note-cita-testini-11. mwa6amwa6ePasquale Testini,
cite-note-cita-treccani-22. mwa6cmwa6gcatacomba, in mwa6kNuovo Vocabolario Treccani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.
cite-note-cita-etimologico-33. mwa68Manlio Cortelazzo, Paolo Zolli, mwa7acatacomba, in mwa7eDizionario Etimologico della Lingua Italiana, Roma, Zanichelli, 2004.
cite-note-cita-zingarelli-44. mwa7gmwa7kNicola Zingarelli, mwa7ocatacomba, in mwa7sVocabolario della Lingua Italiana, Roma, Zanichelli, 2006.
cite-note-55. mwa78Leggi delle XII tavole, Tabula I, III.
cite-note-66. Ugonio, Pompeo <m. 1614> mwa8mHistoria delle stationi di Roma che si celebrano la Quadragesima di Pompeo Vgonio ... Doue oltre le vite de santi alle chiese de quali e statione, si tratta delle origini, fondationi, siti, restaurationi, ornamenti, reliquie, & memorie di esse chiese, antiche & moderne Romamwa8q : appresso Bartholomeo Bonfadino, 1588. Ulteriori notizie si ricavano da un'altra opera dell'Ugonio, mwa8uTheatrum Urbis Romae, un compendio di notizie e appunti così vasto che non vide mai la pubblicazione, rimase incompiuto alla morte dell'Autore (1614) ed è perciò di difficile accesso perché sopravvissuto soltanto in due voluminosi manoscritti (il Cod. Vat. Barb. Lat. 1994 e il Ms. I, 161 della Biblioteca Ariostea di Ferrara), cfr. mwa8yThe Classical Tradition, a cura di mwa8cAnthony Grafton, mwa8gGlenn W. Most, mwa8kSalvatore Settis, Cambridge (Mass.), The Belknap Press of Harvard University Press, 2010, mwa8osub voce Guidebooks to Ancient Rome, p. 415.
cite-note-77. Su Antonio Bosio e le ricerche sulla Roma sotterranea si veda M. Ghilardi, Le catacombe di Roma dal Medioevo alla Roma sotterranea di Antonio Bosio, in STUDI ROMANI 49, 1-2, 2001, pp. 27-56.mwa84https://www.academia.edu/2282331/Le_catacombe_di_Roma_dal_Medioevo_alla_Roma_sotterranea_di_Antonio_Bosio
cite-note-88. Secondo la leggenda le caratteristiche macchie colorate sulla coda sarebbero gli occhi di mwa9iArgo, posti da mwa9mGiunone sulla coda dell'animale a lei sacro in memoria del fedele guardiano dai cento occhi incaricato di custodire mwa9qIo e ucciso da mwa9uMercurio. Il mwa9yCristianesimo delle origini attribuisce all'animale significati perlopiù positivi. In base alla credenza di mwa9cOvidio, per la quale il pavone ogni anno in mwa9gautunnoperde le penne che rinascono in mwa9kprimavera, l'animale è diventato il simbolo della rinascita spirituale e quindi della mwa9oresurrezione. Inoltre i suoi mille occhi sono stati considerati emblema dell'onniscienza di mwa9sDio. Può infine apparire come attributo dell'mwa9waria, che secondo la teoria dei quattro elementi era governata da mwa90Giunone, di cui conduce il mwa94carro. Secondo mwa98Plinio il Vecchio è l'animale che non si decompone alla morte.
cite-note-99. mwa-mSant'Agostino racconta un mito analogo a quello del mwa-qpavone.
cite-note-1010. mwa-gmwa-kUmberto Eco, mwa-oGli Ebrei, in mwa-sIl Medioevo: Barbari, cristiani, musulmani, Milano, Encyclomedia Publishers, 2010, p.mwa-w 249.

Bibliografia

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• mwbaaEnciclopedia Grolier-Hachette, Milano, 1994. (alla voce mwbaecatacombe)

Voci correlate

• mwbasCimitero
• mwba0Cristianesimo
• mwba8Fossore

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itcatacombe, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiacatacomba, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) catacomb, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwbbgLe Catacombe Cristiane, documento della Pontificia Commissione di Archeologia sacra
• mwbboLe Catacombe di San Sebastiano, su catacombe.org.
• mwbbwArcheologia sacra L'archivio digitale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra
• citereftreccani-catacombeCatacombe, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.